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Nat Geo Adventure

Diego Buñuel è inviato National Geographic Channel e il nipote del rinomato regista cinematografico Luis Buñuel. Ha ricevuto diversi premi giornalistici di prestigio, tra cui il premio Scoop 2003 – uno dei più alti onori giornalistici della Francia – per Desert Kings, un reportage di un’ora sull’intervento statunitense in Iraq. Ha ricevuto un altro premio Scoop nel 2004 per Iraq: At Hell’s Gates, un reportage di 90 minuti sulla spirale di problemi nella nazione. Nel 2001 Buñuel si è unito alla Capa Television Agency, dove ha lavorato come produttore e cronista per la televisione francese. Le sue mansioni si concentravano in particolar modo su temi come gli affari internazionali dall’Afghanistan, Congo, Iraq, Indonesia, Israele, Cina e Nord Corea, per citarne alcuni. Precedentemente all’esperienza con Capa, l’esercito francese arruolò Buñuel per il servizio militare a Sarajevo, dove ha avuto modo di lavorare per il settimanale NATO delle forze armate, e di viaggiare per tutta la zona dei Balcani durante il periodo di guerra. La sua esperienza di 10 mesi nel servizio militare lo ispirò a diventare un inviato di guerra. Dal 2006 presenta e cura la regia della serie di documentari Don’t Tell My Mother, co-prodotti da Canal Plus e National Geographic Channel, nel quale offre un nuovo spunto per osservare zone raramente frequentate e affette da conflitti e guerre come l’Afghanistan, Colombia, Nord Corea, Congo, Venezuela, Israele, Iran, Iraq, I Balcani (Croazia, Bosnia e Herzegovina, Serbia e Kosovo) e il Pakistan. Il suo nuovo programma su Canal Plus è Les Nouveaux Explorateurs. Diego ha viaggiato nei Paesi più rischiosi del mondo. Prima di partire, chiedeva all’ufficio di Parigi di non dire a sua madre dove fosse per non farla preoccupare. Da qui il titolo della serie di documentari Non dire a mia madre che … la cui terza stagione andrà in onda a giugno 2010 su Nat Geo Adventure (canale 404 di SKY). In ogni viaggio, Buñuel si lascia alle spalle luoghi comuni e stereotipi per offrire una visione diversa e approfondita delle differenti realtà visitate. Obiettivo della sua ricerca in questa nuova stagione è illustrare la vita in alcune delle città più popolose del mondo, descritte dai media come luoghi pericolosi dove la vita corre veloce e per la sopravvivenza sono fondamentali particolari doti di adattamento ai ritmi urbani. Un modo diverso dal solito per conoscere la cultura, i sogni, le aspirazioni dei diversi popoli, in un momento in cui, per la prima volta nella storia, la popolazione mondiale delle città supera per numero quella rurale.

