Al via il progetto La libertà comincia con le parole
23/01/2010Perugia, 23 gennaio 2010 – “Ucciso a 26 anni perché usava parole vere, parole che erano state studiate e che era certo di poter dire”. Così il giornalista Gianluigi De Stefano, autore del documentario su Giancarlo Siani trasmesso dalla trasmissione della Rai La storia siamo noi, apre il primo dei quattro incontri dedicati a Giancarlo Siani che fanno parte del progetto didattico La libertà comincia con le parole.
Con Gianluigi De Stefano e il giudice Luca Semeraro, amico di Giancarlo Siani e già pubblico ministero e giudice nella realtà campana raccontata da Giancarlo, ha preso il via infatti oggi, sabato 23 gennaio presso la Sala Auditorium – Centro Congressi “A. Capitini”, il progetto didattico dedicato agli istituti superiori dell’Umbria che il Festival Internazionale del Giornalismo, insieme all’Associazione Giancarlo Siani, ha deciso di dedicare al giornalista del quotidiano Il Mattino ucciso a Napoli all’età di 26 anni la sera del 23 settembre 1985.
“L’iniziativa nasce – come ha sottolineato Luca Semeraro – per stimolare i ragazzi a riflettere sul senso della ricerca della verità attraverso la storia di Giancarlo Siani. Il progetto è stato possibile grazie al Festival Internazionale del Giornalismo, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Perugia, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia, la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria, il sostegno della Regione Umbria, dell’Ordine dei Giornalisti.”
“La Provincia di Perugia – nota l’Assessore provinciale alla cultura, Donatella Porzi – ritiene che il tema della libertà di informazione sia centrale nello sviluppo di quella cultura che la scuola deve progettare insieme ai giovani. La grande personalità di Giancarlo Siani che sarà al centro del dibattito di questi quattro incontri fa la storia e il messaggio veicolato dalla frase di Saviano è un ponte che collega in maniera particolarmente efficace la nostra realtà a quella vissuta da Giancarlo Siani. Un complimento va – conclude l’Assessore – alle classi che hanno accettato questa iniziativa”.
“Il progetto – come evidenziano Rosella Carroli e Tiziano Scriccioli della Consulta degli Studenti della Provincia di Perugia – è stato ben accolto e considerato meritevole del coinvolgimento degli studenti”. Oltre 350 alunni, 10 professori e 9 scuole: il Liceo Scientifico Alessi di Perugia, l’Istituto Superiore Marco Polo di Santa Maria degli Angeli, l’Istituto Tecnico Industriale Volta di Perugia, l’Istituto Magistrale Pieralli di Perugia, l’Istituto Professionale Cavour-Marconi di Perugia, L’Istituto D’arte Magnini di Deruta, il Liceo Classico Properzio di Assisi, l’Istituto Superiore Italo Calvino di Città della Pieve e l’Istituto d’Arte Pontano Sansi-L.Leonardi di Spoleto.
Ai ragazzi in sala Gianluigi De Stefano ha saputo illustrare con chiarezza, attraverso spezzoni del suo documentario, la complessa realtà nella quale Siani operava. La realtà di Torre Annunziata, un luogo difficile, quasi di guerra. E ha evidenziato come, nonostante ciò, Siani facesse il proprio lavoro con passione, manifestando entusiasmo e soprattutto studiando, cercando di capire ciò che vedeva, per poter raccontare la verità. “Il suo fu un omicidio senza precedenti. Il primo giornalista ucciso dalla camorra perché un giornalista come lui, che sfida e cerca di capire, dava fastidio. Il suo impegno – ha spiegato De Stefano – lo aveva portato a denunciare tradimenti di boss alleati e ad indagare su intrecci economici tra mafia e politica. Per questo aveva assunto un ruolo pericoloso. E continuò a svolgere il suo lavoro non avendo la più pallida idea della sua condanna a morte”.
Siani veniva da una famiglia benestante e la voglia di raccontare il dramma della sua città andava oltre il giornalismo. “Era il mio allenatore di pallavolo – ricorda l’amico Luca Semeraro – e puntuale ogni pomeriggio dopo il lavoro ci portava a conoscere quei quartieri più nascosti di Napoli per insegnarci attraverso lo sport anche altri valori come l’onestà, la legalità e la verità”.
Obiettivo principale del progetto didattico, infatti, è favorire nei ragazzi l’acquisizione di una personale consapevolezza del rispetto della verità per imparare a coltivare e difendere il diritto all’informazione.
La seconda tappa del progetto, il 20 febbraio, prevede la proiezione di Fortàpasc, il film di Marco Risi ispirato alla vita di Giancarlo. Al termine dell’incontro sarà distribuito ai ragazzi un breve questionario e le copie di alcuni articoli scritti da Giancarlo, affinché i ragazzi possano manifestare le loro impressioni a caldo e far emergere le loro esperienze, i loro dubbi, le loro domande.
Il terzo incontro si svolgerà nelle scuole che hanno aderito al progetto. I gruppi di lavoro, formati da insegnanti, studenti e genitori, rifletteranno sugli argomenti proposti, leggeranno gli articoli di Siani e compileranno i questionari loro assegnati.
Il progetto si concluderà il 24 aprile 2010, nell’ambito del Festival Internazionale di Giornalismo, con la partecipazione del dott. Armando D’Alterio (il pubblico ministero che ha svolto le indagini sull’omicidio di Giancarlo), Libero De Rienzo, l’attore che nel film Fortapàsc ha interpretato Giancarlo Siani, il giornalista Andrea Purgatori e Paolo Siani, fratello di Giancarlo e presidente dell’Associazione Siani.
Al termine del percorso i ragazzi avranno la possibilità di intervistare i protagonisti presenti all’incontro, i testimoni e protagonisti della storia, coloro che l’hanno narrata e ricostruita. Per comprendere il senso della ricerca della verità, come segno dell’impegno civico e quale manifestazione concreta della libertà di espressione.




















