Gli incontri di Zai.net
01/03/2010
Lo spazio live gestito da Zai.net all’interno del Festival Internazionale del Giornalismo vedrà l’organizzazione quotidiana di incontri sui temi collettivi di una generazione.
Precariato, scuola e università ma anche sessualità e sport: sarà una sorta di festival nel festival.
Dopo la tavola rotonda seguirà, in diretta dallo studio mobile di Radio Zai.net, un dibattito i cui protagonisti saranno studenti e giovani reporter. Il risultato? Ogni giorno una lunga trasmissione, festival e dopofestival, da diffondere attraverso i circuiti di Radio Zai.net e Radio Jeans.
1. Il calcio, le pagine sportive, il racconto di una generazione
Sui treni di tifosi e sulle gradinate degli stadi intere generazioni hanno sognato, combattuto e scritto una storia del calcio diversa e parallela a quella del campo. Dai tempi dei cappelli lanciati in aria fino agli assalti alle caserme, passando per battaglie che di sportivo hanno ben poco, dalle maglierie artigianali alla ipersponsorizzazione, il calcio e chi lo segue hanno anticipato e raccontato 80 anni di società italiana, e continuano a farlo.
2. Il movimento studentesco e il rapporto con i media
A partire dal Sessantotto l’eco mediatica è una delle gambe su cui camminano le proteste studentesche: negli anni, attraverso modalità creative e di impatto, le mobilitazioni degli studenti hanno cercato modi inediti per catturare l’attenzione. Non sempre, però. Quello con la stampa è un rapporto di amore e odio. Nei luoghi della protesta il giornalista è visto come un possibile mistificatore, alle volte un servo o comunque un nemico. In realtà dall’impatto mediatico che una protesta ha dipendono direttamente le sue possibilità di successo. Ma non tutti lo vogliono ammettere.
3. La storia per chi non c’era, tra giornalismo e divulgazione
Alcuni dei più travolgenti successi editoriali degli ultimi anni sono stati saggi di divulgazione storica, spesso a firma di apprezzati giornalisti. Migliaia di copie spesso finite nelle mani di neofiti o giovani. Questo impone, nell’analisi e nella discussione dei contenuti, questioni relative alla correttezza e all’ammissibilità di una metodologia che, avendo poco di scientifico, si presta a facili strumentalizzazioni (es. Resistenza, foibe, anni di piombo). Indugiare sul sensazionalismo o sulla memorialistica può essere di straordinario interesse per chi rilegge eventi già noti, ma altrettanto fuorviante per chi, come giovane o neofita, può cadere nel pressapochismo, complice una scuola che quasi sempre lascia scoperta la storia contemporanea.
4. Giovani, giornalismo e precariato
La precarietà è la costante di una generazione. Qualunque carriera si scelga di intraprendere sarà il precariato la via d’accesso, sarà il precariato la condizione labirintica da cui difficilmente si esce. Anche nell’informazione. Tra eterni stagisti e scuole di giornalismo, manodopera qualificata e gratuita, c’è un problema di accesso alla professione?




