Global Voices al Festival del Giornalismo

04/03/2010

Global Voices è il pluripremiato sito web fondato nel 2004 da blogger pionieri, che aggrega, cura e amplifica la conversazione globale online, puntando i riflettori su luoghi e persone spesso ignorate da altri media.

Inter-connettere la diversità di lingue e culture online. Mercoledi 21 Aprile, ore 15:00, Hotel Brufani.
Con David Sasaki (Rising Voices), Marc Herman (Translation Exchange Project), Portnoy Zheng (GV Lingua), Nicola Bruno (Totem), modera Bernardo Parrella (coodinatore Global Voices in italiano).
Nella Torre di Babele che è l’Internet odierna si rischia in realtà di partecipare solo di quegli ambiti e contatti ristretti alla propria lingua e cultura. Mentre oggi gli articoli di Wikipedia sono disponibili in oltre 200 lingue, e circa il 36 per cento dei sette milioni di blog che girano su WordPress, piattaforma di software libero, sono in lingue diverse dall’inglese. Come evitare dunque la frammentazione linguistico-culturale della Rete? Con l’ovvia immaturità delle traduzioni automatiche sul web, può forse bastare il ricorso all’inglese come lingua-ponte? Quali i problemi dei (pochi) progetti di traduzioni sociali collettive in corso? E come sviluppare un’Internet poliglotta capace di coinvolgere testate e utenti, corporation e volontari?

Citizen media a sostegno della libertà di parola e dei diritti umani. Giovedi 22 Aprile, ore 14:00, Hotel Brufani.
Con Jillian York (OpenNet), Sami Ben Gharbia (GV Advocacy), Gianni Lannes (Terra Nostra) e Gabriele Battaglia (PeaceReporter), modera Bernardo Parrella (coodinatore Global Voices in italiano)
Nonostante l’utopia dei primi anni ‘90 di un’Internet senza confini e transnazionale, oggi le norme e restrizioni nazionali, oltre alle logiche imprenditoriali, stanno riconquistando il potere. Dalla Cina al Medio Oriente all’Europa, praticare la libertà di parola e il libero accesso all’informazione va facendosi rischioso. Ciò vale anche per l’affermazione dei diritti umani e la lotta al crimine organizzato, e non riguarda più soltanto i Paesi in via di sviluppo. Quale il ruolo dei citizen media in questo contesto? Quali gli strumenti e le strategie a disposizione di attivisti e blogger per superare la censura in varie regioni del globo? E in quanto netizen come possiamo intervenire nella lotta quotidiana per promuovere giustizia sociale e cambiamento?